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storie di vita e di fiori

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La margherita

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Buongiorno amici del blog, il fiore di cui oggi vi voglio parlare è la semplice ed umile margherita.Vedremo insieme la sua storia ,e le curiosità che la avvolgono.La margherita è apprezzata sin dall’antichità per la bellezza dei suoi fiori che annunciano la primavera, tanto che nella mitologia nordica questo fiore è sacro a Ostara, dea della primavera. Ma la margherita era nota anche per le sue presunte proprietà di far prevedere il futuro, e da questo probabilmente deriva il «m’ama, non m’ama» che tutti conosciamo: si strappano a uno a uno i petali per terminare con «m’ama» o con «non m’ama» scoprendo così la propria sorte amorosa.
In Scozia si chiama «bairwort», erba dei bimbi, in quanto questi ne fanno ghirlande per gioco, mentre in Germania è detta «Marienblumchen», cioè fiore di Maria: secondo una leggenda, infatti, il sangue di Maria, puntasi mentre cuciva, diede colore alle margherite.Nel XVI secolo veniva già citata per le proprietà medicinali, mentre al tempo di Shakespeare (1564-1616) si conoscevano già varietà di margherita coltivate per i loro fiori più grandi e colorati, come la varietà «Prolifera» ancora adesso coltivata insieme a molte altre varietà. Altri poeti l’hanno apprezzata, tra i quali Giacomo Leopardi (1798-1837) che vi dedicò un intero poemetto: «È il verno, e tutti i fiori arse la brina nei prati e tutte strinò l’erbe il gelo: ma te vedo fiorir, primaverina … ».Importata come ornamentale nelle Americhe, si è diffusa rapidamente come infestante. E proprio in America Jean Kerr, lungi dal sapere che le margherite fossero commestibili, scrisse negli anni Cinquanta del secolo scorso il famoso libro «Please don’t eat the daisies» (Per favore non mangiate le margherite), dal quale fu poi tratto il famoso e omonimo film del 1960 con Doris Day.

Le curiosità
Il nome scientifico della margherita (Bellis) deriverebbe dal latino «bellus», con ovvio riferimento al carattere decorativo e attraente dei fiori. Secondo altri, però, potrebbe derivare da «bellum», cioè guerra, perché le foglie si usavano per favorire la cicatrizzazione delle ferite.Il nome inglese della margherita è «daisy» che deriverebbe da «day’s eye», cioè occhio del giorno: le margherite infatti si aprono di primo mattino e si chiudono la sera, restando chiuse di notte.La pizza «margherita», seppure rossa e bianca come i petali delle margherite, non deve il suo nome a questo fiore, ma alla regina Margherita (1851-1926), moglie di Umberto I. Alla regina piacque particolarmente la pizza al pomodoro, mozzarella e basilico che, in suo onore, fu poi chiamata dal suo inventore, don Raffaele Esposito, pizza «margherita».Per terminare fate attenzione perchè le margherite si confondono con altre specie che però in genere hanno fusti con foglie (la margherita non ha fusti, solo steli fiorali senza foglie). Una eventuale confusione non è comunque pericolosa, essendo molte di queste altre specie commestibili o, almeno, non tossiche.Alcune persone possono essere allergiche al polline in generale o a quello delle margherite in particolare. In tal caso occorre evitare i fiori.Raccogliete foglie e fiori in prati puliti e non inquinati e lavateli comunque bene.Prima di lasciarvi vi ricordo di seguire anche gli altri due siti del nostro team “GiardinoWeb site” e “Giardino d’autore” .










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2 Responses to “La margherita”

  1. febbraio 2nd, 2010 at 20:34

    silvia says:

    Ma che bello il vostro blog! Complimenti! Anche io mi rallegro la vita con i fiori e sono sempre lieta di trovare persone sensibili alla loro incantevole compagnia…

    Buon lavoro!

    silvia

  2. febbraio 4th, 2010 at 11:21

    Andrea says:

    Grazie carissima Silvia per i complimenti e contraccambio ,anche il tuo blog è sicuramente piacevole.A presto, Andrea

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