GIARDINOWEB blog

storie di vita e di fiori

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Dolci sonni nel verde

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Buongiorno da Eliana ,oggi ho in mente di parlavi di come dobbiamo sistemare le nostre amate piante nella nostra “intimissima “camera da letto.

La camera da letto è la stanza più privata della casa. C’è chi la vive con spirito funzionale solo per ritrovare le energie necessarie e c’è chi la vive invece come un ambiente ovattato, al riparo da tutto. Ma noi, amanti del verde, abbiamo un’idea in più a disposizione: ricreare con studiati effetti,l’impressione di riposare tra le braccia della Natura. Grazie alle piante appaghiamo la nostra voglia di verde anche d’inverno e prepariamo un’atmosfera tranquilla. Se la stanza è molto soleggiata anche in questa stagione, schermiamo le finestre con tende leggere, almeno nelle ore centrali del giorno, per mantenere una luce diffusa. Adottiamo, per le pareti e i tessuti d’arredo, la solarità del bianco, del giallo, del beige-crema. Poi passiamo a scegliere le piante. Fortunatamente sono molte le specie da fiore o dal rigoglioso fogliame, capaci di aiutarci ma, prima di decidere, assicuriamoci che tutte quelle prescelte siano adatte all’ambiente. Alcune infatti sopportano bene la scarsità di luce, altre no; alcune resistono senza troppo danno alla secchezza dell’aria della casa, per altre è indispensabile un’atmosfera umida, altrimenti muoiono nel giro di poco tempo. E non dimentichiamo di usare, perché un luogo importante come la camera da letto se li merita, i cache-pots (letteralmente dal francese “nascondi-vaso”). Questi contenitori, disponibili in tanti tipi di materiale, dalla ceramica al peltro, dal rame al legno, ci evitano la vista dei brutti ma necessari sottovasi oltre che nascondere eventuali vasi di plastica o di vechia terracotta. Mettiamo sui davanzali, dove è possibile, delle piante fiorite: piccole cassette poco ingombranti, con violette africane, begonie, calanchoe, ciclamini, insomma quello che piace di più; staranno molto bene e ancora meglio se le affianchiamo ad un oggetto personale, un ritratto, una sculturina, qualche libro. Sullo scrittoio, su un tavolino o su una mensola, teniamo sempre un mazzolino di fiori recisi, facendo attenzione a non esagerare con i profumi: le fragranze decise, sottoposte al caldo dei riscaldamenti e a lunghe ore di finestra chiusa, possono trasformarsi in effluvi stordenti che disturbano il respiro notturno. Saranno invece perfetti tulipani e iris, anemoni e rose. Ma veniamo alla soluzione più scenografica. Appoggiamo nell’angolo della stanza, in una posizione poco in vista, un vaso con una specie rampicante (se la stanza è molto grande, anche due vasi in due angoli diversi) e accompagniamo i lunghi e flessuosi tralci lungo le travi del soffitto o, in loro mancanza, lungo bastoncini di legno o di bambù che attraversano il locale. In parte avvinti ad essi, in parte ricadenti, i leggeri rami creeranno l’effetto di un festone o di liane intrecciate. In questo ruolo si adatteranno bene i Pothos che hanno la foglia piccola e vigorosa, l’edera (sia nella specie variegata “helix” che “canariensis”), il Cissus rhombifolia che tra l’altro ha uno sviluppo rapidissimo, in un anno cresce anche un metro, il Philodendron Scandens che è robusto e non dà mai brutte sorprese. Per rendere l’effetto ancora più lussureggiante possiamo aggiungere dei cestini agganciati al soffitto o alle travi che potranno regalare visioni sospese di felci, di Tradescantia variegata, di Asparangus sprengeri, di falangi. Sotto tale selva, il nostro spirito sarà tranquillo, pronto a partire per il consueto, sconosciuto viaggio della notte.

Scrivetemi se avete dei consigli in merito ,ne sarei felice poter scambiare qualche vostro suggerimento.Una buona giornata da Eliana.










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