L’echeveria

Buongiorno e buon inizio di settimana a tutti .Riapriamo il blog dopo la pausa weekend parlando di piante grasse e specificamente delle “echeverie”.
L’echeveria è una pianta grassa originaria del Centro America, particolarmente comune in Messico. Meglio sarebbe dire che è una pianta succulenta, i suoi tessuti infatti, sono imbevuti d’acqua ma non hanno praticamente grassi. Molte specie di echeveria sono apprezzate anche come piante d’appartamento, per la bellezza delle loro foglie. In un paesino francese dei Pirenei, hanno persino realizzato delle aiuole spartitraffico utilizzando diverse specie di echeveria. Con strutture metalliche hanno costruito degli scheletri a forma di vari strumenti musicali. Dopo averli rivestiti di muschio hanno piantato le echeverie ottenendo un risultato di grande effetto.
Le cure
Piantiamo più varietà di echeveria vicine, in questo modo otterremo un risultato scenografico. Possiamo sbizzarrirci riempiendo grandi vasi, aiuole e decorando giardini rocciosi. Espandendosi, quelle che sembrano timide piantine, formeranno in poco tempo un tappeto compatto dalle tonalità sgargianti.Le echeverie crescono bene in tutti i tipi di terreno, anche se preferiscono quelli fertili. E’ fondamentale però, che il suolo sia sabbioso o molto ben drenato. Sono adatte anche alla coltivazione in vaso che per la maggior parte delle specie, e l’unica possibile nelle zone con inverni rigidi. Nelle località dove il clima è più mite, come la Liguria o l’Italia del Sud, riescono a superare l’inverno anche all’aperto se gli riserviamo un posto riparato ed esposto a mezzogiorno.Alcune specie sono ricoperte da una patina bianca e cerosa che si toglie facilmente toccandole. Evitiamo di rovinare questa “pellicola” bagnandola, poiché protegge la pianta dalla disidratazione. Come la stragrande maggioranza delle piante succulente, l’echeveria sopporta bene la siccità ed è molto raro che muoia di sete. Al contrario, il vero pericolo è l’eccesso d’acqua nel terreno che può farla marcire. Tra un’annaffiatura e quella successiva è quindi meglio attendere che la terra sia completamente asciutta.
Come tutte le piante, l’echeveria si può riprodurre seminandola anche se i risultati non sono sempre positivi. Infatti i semi sono piccolissimi, difficili da distribuire sul terreno e spesso non germinano. Di conseguenza la tecnica più usata per moltiplicarla è la talea di foglia. Ecco come procedere. Prepariamo il terreno che accoglierà le talee, miscelando torba e sabbia in parti uguali.Stacchiamo alcune foglie alla base della pianta “madre”, lasciamole essiccare per due giorni in un posto arieggiato e all’ombra. Quindi interriamole dalla parte del taglio.Bagniamo la terra e dopo circa una decina di giorni, dalla foglia spunterà la nuova piantina. Per alcune varietà è possibile adottare il sistema della talea di testa. Per ottenerla tagliamo orizzontalmente la rosetta delle foglie circa a metà dell’altezza. La parte superiore diventerà la talea che metteremo a radicare in vaso, dopo averla lasciata “asciugare” per due giorni. L’altra metà della pianta, rimasta con la radice, darà vita a nuove foglie che potranno, a loro volta, essere utilizzate per la produzione di nuove piantine.Debbo dirvi che le mie echeverie stamattina sono bellissime perhè hanno una patina di gelo e le rendono dei veri gioielli.Termino un saluto e alla prossima ,ciao ciao.

Tags: echeveria, giardino, Piante grasse
This entry was posted on lunedì, gennaio 11th, 2010 at 11:01 and is filed under Piante grasse. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.











